La crisi e le ridotte capacità di risparmio stanno inevitabilmente colpendo maggiormente le categorie più deboli, che devono accontentarsi di un’entrata fissa, via via erosa dall’inflazione e dall’aumento della pressione fiscale. Tra le categorie più deboli vi sono i pensionati, poiché a causa dell’età e dell’entità delle pensioni, spesso hanno grandi difficoltà per ottenere dei finanziamenti, senza tralasciare che l’impatto della rata finisce con l’essere maggiore, a causa delle ridotte possibilità di scelta sulla durata per il rimborso.
Anche nella pratica esistono poche forme di prestiti pensionati, ovvero di formule appositamente ideate per la categoria nello specifico, in grado di combinare le caratteristiche personali con quelle di un prestito non eccessivamente oneroso. Nella maggior parte dei casi tra l’altro bisogna affidarsi a convenzioni, sempre che queste vi siano, o siano ancora attive. Il modo più semplice, anche per i pensionati, di ottenere un prestito personale è rappresentato dalla cessione del quinto.
Tra l’altro fa parte della categoria dei prestiti personali veloci (perché la tempistica per l’erogazione, che è quasi sempre scontata, avviene in tempi ridotti all’osso), e non richiede particolari formalismi. tra l’altro mentre nella prassi, per i soggetti richiedenti in attività lavorativa, possono accedervi solo i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, quando si tratta di pensionati, la richiesta per la cessione del quinto può essere fatta dai pensionati di qualsiasi cassa previdenziale, anche ex lavoratori autonomi.
Le caratteristiche della cessione del quinto dello stipendio, sono le stesse, se a richiederlo sono lavoratori o pensionati. L’unica differenza la si può avere per la durata, dal momento che per legge, l’età massima per richiedere un finanziamento e per terminarlo, presentano dei limiti ben precisi che non possono essere superati.